Carife: Testimonianze Archeologiche della Romanizzazione

In territorio di Carife si sono trovate numerose testimonianze archeologiche relative alla sua romanizzazione: una serie di ville rustiche e di impianti agricoli di età romana interessano infatti tutto il nostro territorio.
In particolare in località Cerreto/Mulini, lungo la riva destra dell’Ufita, il Ministero dei Beni Culturali, su segnalazione dello scrivente, ha notificato un decreto di vincolo ai sensi della Legge 1089 del 1939 al Sig. Armando Maiullo, in quanto in un terreno di sua proprietà, a seguito di lavori di sbancamento per la costruzione di un fabbricato rurale, sono venuti alla luce strutture e reperti (frammenti di stucco color rosso pompeiano ed azzurro) relativi ad un complesso rustico di età repubblicana.
Scrive la Soprintendenza nel Decreto, emesso in data 25 Ottobre 1989: “Tali strutture trovano confronto con altre ville scoperte nei Comuni limitrofi e sono riferibili alla divisione agraria romana post-annibalica della Valle dell’Ufita”.
Ma la villa sicuramente più importante ed imponente del territorio, e forse dell’intera zona, è quella localizzata a “Piano d’Occhio”: su un’area di oltre 10.000 metri quadrati affiorano continuamente strutture murarie, pavimenti a mosaico, numerosissimi laterizi, pavimenti in cocciopisto (miscela di frammenti di laterizi impastati con calce), tubazioni di piombo, resti di di impianti termali, numerose monete, oggetti in bronzo, pesi da telaio, frammenti ceramici anche di sigillata aretina (ceramica da tavola di lusso), frammenti di lucerne di vario tipo (anche africano), monili, fibule e stili di avorio o di osso lavorato. Anche questo sito è stato sottoposto a decreto di vincolo da parte del Ministero dei Beni Culturali.

Pesi da telaio occorrenti per la filatura e la tessitura della lana
Pesi da telaio occorrenti per la filatura e la tessitura della lana

Tra le moltissime monete recuperate una, di bronzo, è dell’imperatore Marco Ulpio Traiano,  “optimus princeps” (Ottimo principe), vincitore dei Daci, dei Germani e dei Parti.

Villa Romana di Piano d’Occhio: La moneta dell’Imperatore Traiano (Lato A )
Villa Romana di Piano d’Occhio: La moneta dell’Imperatore Traiano (Lato A )
Villa Romana di Piano d’Occhio: La moneta dell’Imperatore Traiano (Lato B)
Villa Romana di Piano d’Occhio: La moneta dell’Imperatore Traiano (Lato B)

Un’altra moneta, in argento, è di Iulia Augusta (Giulia Domna), moglie dell’Imperatore Settimio Severo e madre di Caracalla e di Geta. Fu detentrice di un potere mai ottenuto prima dalle auguste imperatrici romane ed intervenne spesso nelle questioni politiche durante il regno del marito e dei figli, inimicandosi, per queste sue ingerenze, molti personaggi di corte. L’acconciatura, dei suoi capelli, sul retto della moneta, è quella tipica della donna romana durante il periodo di Settimio Severo.
I reperti portano a datare l’esistenza della villa, e quindi la sua conseguente abitazione o frequentazione, in un arco di tempo che copre circa 600 anni, comprendente, oltre che parte del periodo repubblicano, tutta l’età imperiale.
Partendo dalle ulteriori conoscenze acquisite con gli scavi e dalla presenza di numerose ville rustiche lungo la valle dell’Ufita si ipotizza che l’Appia, che aveva un percorso non lastricato e spesso il suo percorso era reso più malagevole dalle piogge, dovesse correre proprio in questa valle, raggiungendo l’Apulia attraverso il comodissimo valico di Sferracavallo, in agro di Vallata. Forse proprio a valle di Carife, interpretando quanto riportato dagli Itinerari, doveva trovarsi la “mansio” sub Romula, che evidentemente era ubicata più a monte, con funzione di arx o roccaforte, e quindi meglio difendibile. La” mansio” era l’equivalente di una moderna area di servizio: i viaggiatori potevano rifocillarsi, pernottare, fare acquisti, cambiare i cavalli e…incontrare donnine allegre dai facili costumi.